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Stabili Organizzazioni: dal 2026 il rendiconto acquista data certa

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Tra le misure meno appariscenti ma più concrete del decreto Omnibus - quarto correttivo della delega di riforma fiscale, ora al vaglio della Camera - spicca l'articolo 18, che riguarda tutti i soggetti non residenti esercenti attività d’impresa in Italia mediante stabile organizzazione (SO/Branch), a prescindere da dimensioni o settore.

Rispetto a una controllata di diritto italiano, la branch resta una scelta diffusa: consente al soggetto estero di operare sul territorio senza dar vita a un ente giuridico autonomo. Proprio perché non costituisce ente distinto, la SO non redige un proprio bilancio d'esercizio da approvare e depositare in Camera di commercio: l'unico bilancio ufficiale resta quello della casa madre, il quale è spesso poco rappresentativo per il Fisco italiano.

Per superare questo limite, l'articolo 152 del Tuir impone alla branch la predisposizione di un rendiconto economico-patrimoniale ai soli fini fiscali, redatto secondo i criteri contabili di un soggetto residente comparabile. Non sostituisce un bilancio in senso proprio, perché resta privo di un iter approvativo assembleare, ma nella sostanza lo ricalca, potendo seguire gli standard Ias/Ifrs o quelli nazionali.

Su questo rendiconto interviene ora l'Omnibus, stabilendo un doppio adempimento: da un lato il rendiconto dovrà acquisire data certa - tramite marcatura temporale o strumenti equivalenti - entro la scadenza della dichiarazione dei redditi dello stesso periodo, così da cristallizzarne il contenuto; dall'altro, i suoi valori dovranno essere trascritti anche in un apposito prospetto della dichiarazione stessa, rendendoli visibili al Fisco senza bisogno di richiederli separatamente.

Per il periodo d'imposta 2025 nulla cambia: l'invio dei modelli dichiarativi di ottobre 2026 seguirà le regole attuali. Le novità si applicano dal periodo d'imposta 2026 e successivi.

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